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Il blog di Alessandro Palmisano



giovedì, marzo 20, 2008

Saldi di fine stagione

Se avete un po' di danari da investire, questo è il momento buono per entrare, gradualmente, in Telecom Italia. I perché sono più di uno, le analisi da fare tante: occorre un post ad hoc, che seguirà non appena avrò un'oretta di tempo. In sintesi:

• ai prezzi di oggi, Telecom vale circa un terzo di quanto valesse nel 1999, ai tempi dell'OPA Olivetti

• in 9 anni il mondo delle tlc ha stravolto (in meglio) le nostre vite

• Telecom Italia, controlla il 100% di TIM. Quindi significa, che rispetto al '99, comprandovi un'azione Telecom, diventate anche azionisti di TIM (all'epoca il mobile era controllato solo al 55% circa)

• ai prezzi attuali, il dividendo (pagato tra la primavera e l'estate) rende un buon 6%

• il Patrimonio Netto dell'azienda (ovvero il valore minimo prudenziale di bilancio) è di quasi 26 miliardi di euro; ai prezzi attuali di Borsa viene valutata appena 16,5 mld

• i flussi di cassa della telefonia sono ingenti e abbastanza prevedibili; siamo di fronte alla classica impresa "cash cow"


Comprare; metterle in un cassetto, gettandone la chiave; riaprire il cassetto tra 2-3 anni. Soddisfazione garantita.

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giovedì, febbraio 21, 2008

Le formiche hanno i megafoni.

"Per una generazione di clienti abituati a cercare i prodotti da comprare tramite un motore di ricerca, il marchio di una società non è quello che la società dice di essere, ma quello che Google dice che è. I nuovi tastemakers siamo noi. Il passaparola è oggi una conversazione pubblica, che avviene nei commenti dei blog e nelle recensioni dei clienti, raccolte e misurate in modo esaustivo. Le formiche hanno i megafoni."

Chris Anderson - The Long Tail

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martedì, febbraio 19, 2008

Nasce il CMI - la microimpresa ora ha voce


Dopo un mese e mezzo, finalmente 10 minuti per postare :)

Tra le duecentocinquanta cose accadute nel frattempo, la più degna di nota, è la nascita del CMI, un'associazione senza fine di lucro nata per promuovere la cultura della microimpresa e il networking nell'epoca del web 2.0, rivolta in particolare agli under 30.

I soci si contano già a decine, tra Italia ed estero, ed abbiamo anche un piccolo avamposto su FaceBook.

Di seguito la mission del club, in cui rivestiro' la carica di vice presidente:


Il CMI nasce con l'intento di supportare quei progetti innovativi che spesso non riescono ad affermarsi per mancate risorse finanziarie. Il CMI è un'opportunità per il piccolo capitale privato perché offre i contatti, la cultura e l'assistenza per investire e innovare.

È molto difficile, per i progetti di piccola entità, accedere a strumenti finanziari e lo stesso dicasi per l'accesso ai circuiti del venture capital, che per loro natura non possono venire incontro ai micro imprenditori.

È molto difficile per i giovani affermarsi nel mondo imprenditoriale senza un adeguato supporto e senza un'adeguata conoscenza di contatti interessati ad investire.

È molto difficile per i piccoli investitori conoscere, approfondire e disporre in dettaglio un elevato numero di progetti innovativi dove poter collocare il proprio capitale.

Il CMI è un'assocazione apolitica che promuove l'incontro tra iniziative, capitale e professionalità, con un occhio di riguardo verso le nuove tecnologie, l'ICT e verso tutti i progetti innovativi.

Gli incontri del club, formali ed informali, offrono ai soci la possibilità di sviluppare proficue collaborazioni e, all'associazione, di promuovere e diffondere cultura imprenditoriale.

Il CMI vuole infatti affermarsi non solo come un punto di riferimento tra piccoli investitori e progetti innovativi, ma anche come parte attiva in un processo di diffusione della cultura di fare micro impresa offrendo gli strumenti e il supporto utili a realizzare tale scopo.


Link: Club Micro Imprenditori

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sabato, gennaio 05, 2008

Pensieri sparsi - La società della finanza

La società industriale, quella nata con l'omonima Rivoluzione, era la società della produzione delle merci; il marchio era solamente il segno distintivo delle merci prodotte dall'industria.

Nella società post-industriale, il marchio è diventato, esso stesso, un bene immateriale che può formare oggetto di scambio. Merchandising e licensing sono solo due degli innumerevoli esempi possibili.

Oggi, ci dicono, siamo nella società dell'informazione. Ma siamo anche nell'era della finanza. La società della finanza, che viene dopo quella dell'industria, ha caratteristiche ancor più complicate di quanto il riferimento ai prodotti finanziari e ai brand non possa far cogliere. Il primo, è anzitutto il distacco della funzione imprenditoriale dai singoli settori produttivi. Un tempo il grande capitale era monosettoriale: si occupava di un determinato settore dell'industria o del commercio o dei servizi; era, rispettivamente, capitale industriale, o commerciale, o bancario. Oggi, il capitale passa repentinamente da un settore all'altro. L'imprenditorialità si presenta oggi come capacità imprenditoriale allo stato puro, non più legata a determinati prodotti o mercati.

Nella società della finanza la tecnologia industriale è sostituita dalla tecnica contrattuale: i prodotti finanziari prendono vita solo in virtu' dell'uso sapiente dei concetti giuridici. Un tempo i contratti servivano solo per far circolare le cose, ma oggi servono anche per farle. In concreto: un buon giurista d'impresa può creare valore così come Mozart creava musica ordinando le note in modo sapiente.

Un'accorta combinazione di parole, perché i contratti sono fatti di parole, crea a questo modo ricchezza. L'antica alchimia mancò l'obiettivo di produrre dal nulla l'oro; questa nuova alchimia giuridica ci è riuscita.

Oggi puoi trasformare un investimento in immobili in una cosa mobile, destinata al mercato dei valori mobiliari. La tecnica giuridica è potuta giungere a tanto: è bastato invetare un titolo che consentisse l'incorporazione in un documento la qualità di associato in partecipazione ad una impresa immobiliare.

I prodotti finanziari non sono prodotti metaforici: per contratto si possono creare veri e propri beni, ad esempio gli immobili in multiproprietà. Si è cosi' creato un nuovo bene; che non è prodotto dell'industria, ma della fantasia finanziaria: ed è una bene a quattro dimensioni, che non ha confini solo nello spazio, ma anche nel tempo.

Il futuro, ha un cuore antico; e già circa cento anni fa McLeod scriveva: "se mi venisse chiesto quale scoperta abbia più profondamente influenzato le fortune dell'umanità, si potrebbe probabilmente dichiarare: la scoperta che il debito è una merce vendibile". Pensate ai titoli del debito pubblico, che in Italia raggiungono un importo superiore al valore del PIL.

E l'aumento dello stesso prodotto interno lordo di una Nazione non è più una variabile dipendente dall'aumento della produzione industriale. Cito Alan Greenspan: "l'aumento dei componenti non fisici del PIL; vale a dire quello che riflette il progresso della cultura e delle idee, è in grado di spiegare a questo punto la maggior part dell'incremento del prodotto interno degli USA e presumibilmente di tutti i Paesi industrializzati".



[Continua...]

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domenica, dicembre 30, 2007

Bloggare bene

"Il Consiglio Zero - Il tipico bloggatore di bassa qualità inonda Internet di cose facili da scrivere. Sulla rete, le cose più belle sono quelle facili da leggere. Ricordarsene assicura il successo."

Lucio Bragagnolo

http://www.macworld.it/approfondimento&id=262&pagina=3

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sabato, dicembre 22, 2007

YouTube - La storia


YouTube è un sito che consente agli utenti l'upload dei propri video e, da questo, la possiblità di condividerli con chiunque abbia accesso alla Rete.

La sua nascita risale al febbraio del 2005, i suoi padri fondatori furono tre ex dipendenti di PayPal: Chad Hurley (in veste di amministratore delegato), Steve Chen (responsabile tecnico) e Jawed Karim (con il ruolo di consigliere). I tre volenterosi ragazzi, per realizzare la loro idea hanno fatto leva sui finanziamenti forniti loro dal fondo Sequoia, una società di investimenti specializzata nel venture capital di iniziative legate al mondo del web. Si tratta dello stesso fondo che, nel 1998, ha fornito a Larry Page e Sergey Brin i fondi iniziali per dar vita al loro mostro sacro: Google. L'investimento che fu previsto per questa iniziativa web è stato pari a 11,5 milioni di dollari.

Chad Hurley è nato a Birdsboro, in Pennsylvania e si è diplomato nel 1995 alla Twin Valley High School di Elverson; in seguito ha conseguito una laurea in arte presso l'Indiana University. Il suo impiego più recente prima di divenire famoso è stato presso la divisione PayPal di eBay, dove è stato artefice del noto logotipo. Una volta iniziata l'avventura di YouTube, Hurley ha preso in carico l'aspetto dell'interfaccia grafica, spingendo per l'uso dei tag associati ai video.

Steve Chen è nato e cresciuto in Taiwan fino all'età di 15 anni, quando la sua famiglia si è trasferita negli Stati Uniti. Ha frequentato, dapprima la John Hersey High School e in seguito ha proseguito gli studi in matematica e scienze presso l'università dell'Illinois. Come Hurley, è stato uno dei primi dipendenti di PayPal.

Nel giugno del 2006, i due sono stati annoverati tra le 50 persone più influenti dell'anno dalla prestigiosa rivista Business 2.0.

Jawed Karim è nato da madre tedesco-orientale e padre del Bangladesh, cresciuto in Germania e trasferitosi poi in Minnesota. Dopo aver partecipato alla nascita la società, ha preferito tornare studiare anziché sviluppare il servizio di condivisione dei video online. Lasciando così ai co-fondatori, Chad Hurley e Steve Chen, la maggior parte degli oneri e degli onori.

Per Karim, la cessione di YouTube è stato già il secondo colpo di fortuna. Alla fine del 2002, infatti, il leader delle aste su Internet eBay, aveva rilevato da lui PayPal, il sistema di pagamento elettronico che oggi ha conquistato il 50% degli utenti della casa d'aste e che è sempre più diffuso anche nel nostro Paese. La cessione di PayPal gli fruttò alcuni milioni di dollari che decise di investire subito con Hurley e Chen in un'ulteriore iniziativa imprenditoriale web-oriented. Dopo numerosi brainstorming, Karim ebbe l'idea di realizzare un sito dedito al video-sharing di contenuti prodotti dagli utenti stessi del portale. Tuttavia rifiutò qualunque ruolo operativo nella nuova iniziativa, limitandosi ad avere il ruolo di azionista di minoranza e di consigliere informale. Mentre YouTube giungeva sempre più spesso agli onori della cronaca, il giovane creativo ha deciso di intraprendere la strada del "back to school", iscrivendosi ad un Master in informatica presso la Stanford University.

I tre azionisti di riferimento sono usciti dalla struttura societaria (restandone però dipendenti) il 10 ottobre 2006, quando Google annunciò di aver concluso l'acquisizione del portale video per la colossale cifra di 1,65 miliardi di dollari. Mentre alcuni, con una vena sarcastica commenteranno che "dopo 6 anni dallo scoppio della bolla.com i miracoli accadono ancora", Hurley e Chen manderanno online un video che li ritrae euforici durante l'annuncio della colossale vendita, con tanto di ringraziamento alla platea di utenti. Somma soddisfazione anche per il fondo Sequoia che esce dall'affaire con una plusvalenza di oltre 480 milioni di dollari, in meno di due anni. Ricordando che Sequoia ha iniettato nell'impresa appena 11,5 milioni di dollari, capiamo come questa operazione si configura come una delle più grandi creazioni di valore nel mondo delle startup degli ultimi 5 anni. Al momento dell'acquisizione di YouTube da parte di Google, la società aveva appena 67 dipendenti. Dopo l'acquisizione, i vertici di Mountain View hanno dichiarato che nessuno dei dipendenti sarà licenziato e che il marchio resterà invariato.

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lunedì, dicembre 17, 2007

Universitime

No, non mi sono ancora laureato. E tra i corridoi e le aule universitarie ci sto passando praticamente tempo zero. Domani però mi tocca andarci, ma non nella "mia" Bicocca. Verso sera ho ricevuto conferma che domani sarò ospite in Bocconi per raccontare agli studenti di economia come fare business on line nell'attuale contesto.

Cavallo di Troia per passare tra i leoni di via Sarfatti è la case history di Buy Different che, personalmente, è stato il miglior successo di questo 2007 che sta per finire.

Vediamo cosa ne esce fuori... :)

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